venerdì 17 ottobre 2008

SVILUPPO CULTURALE

E’ trascorso più di un anno, ormai, dall’insediamento di questa amministrazione di centrodestra in Alessandria. Certamente è possibile anzi, doveroso, tracciare un primo indicativo nonché cauto bilancio.
Ebbene, si era partiti con la voglia, anzi la necessità, di modellare una nuova Alessandria; volevamo, e vogliamo fortemente, una città ispirata a valori forti, intensi e partecipati. Stella polare della nostra azione: la persona-cittadino e la famiglia. L’obiettivo è quello di una loro crescita, in senso globale, culturale, etico, oltrechè prettamente materiale. Da subito questa Amministrazione si è impegnata con un’offerta ricca e articolata, sia culturale che socio-educativa, per far uscire dalla nebbia la città e fare brillare di luce nuova la vita culturale alessandrina.
La cultura giammai potrà essere considerata un elemento marginale; occorre allestire grandi spazi per supportare ed integrare la partecipazione alle tante occasioni, come si è fatto per esempio in Cittadella e con il Concorso Ippico. Significative sono le scenografie delle offerte: ambienti storici ed importanti per Alessandria, che offrono un palcoscenico naturale alle iniziative proposte.
La partecipazione alle attività culturali è sinora massiccia e quindi incoraggiante: grande pubblico agli spettacoli teatrali e numerosi visitatori alle varie mostre organizzate. Tutto questo è solo l’inizio, occorre continuare con l’equazione “cultura uguale sviluppo uguale socialità”. La grande progettualità, sin qui dimostrata dall’Amministrazione Fabbio, favorisce lo sviluppo di Alessandria e dà una dimensione nuova alla città, che si inserisce in un programma indirizzato a smuovere il torpore e far emergere Alessandria dal grigiore che spesso l’ha contraddistinta.
Una luce nuova e colorata di cultura che spicca nella nebbia, che pian piano si riduce. Attenzione, con tutto ciò non si devono perdere assolutamente di vista le problematiche che quotidianamente rendono preoccupante e affliggono la vita dei cittadini.
Sicurezza, caro-vita, disoccupazione, problema casa, tutela ambientale. Le sfide da affrontare a muso duro e vincere sono tante, ma la determinazione e la competenza di questa compagine politica sta conducendo a graduali ma significativi risultati. Alessandria sta crescendo e su questo non v’è dubbio. Cittadini e Amministrazione contate pure sull’apporto dell’UDC.


Giovanni Barosini
Capogruppo UDC

MANDIAMOLI A LAVORARE!

MANDIAMOLI A LAVORARE : Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;

STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;

PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;

INDENNITA' DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE
+
TELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FS: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis

(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

INOLTRE:
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!);

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti),
più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio);



La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.



La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!



Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......

giovedì 9 ottobre 2008

ALESSANDRIA





Alessandria è situata tra i fiumi Tanaro e Bormida, ai piedi delle colline del Basso Monferrato, ad un'altitudine di 95 metri dal livello del mare. E' un'importante nodo ferroviario e stradale al centro del triangolo industriale Torino - Milano - Genova.



Nel corso del XII secolo, nell'Italia Settentrionale si assiste alla nascita dei primi liberi comuni in cui desideri autonomisti si scontrano con la figura autoritaria dell'imperatore Federico Barbarossa. Alessandria sarebbe stata concepita come fortezza federale architettata dalla Lega Lombarda per contrastare la discesa del Barbarossa in lotta con i comuni del Nord Italia, supportati dal Papa Alessandro III, da cui la città ha preso il nome dopo la sua fondazione, il 3 Maggio 1168.



Storicamente conosciuta come roccaforte militare, grazie alla sua posizione strategica, nel corso dei secoli ha subito l'attenzione di molti condottieri, trovandosi coinvolta anche in conflitti che non la riguardavano. Da Federico Barbarossa a Napoleone, la storia della città è costellata di episodi legati più all'arte militare, che all'arte umanistica. Ne ha risentito lo sviluppo urbanistico che si è mantenuto rigorosamente all'interno dei due fiumi che la cingono.



La Cittadella, il massimo esempio di architettura militare presente in città, sorge sulla riva sinistra del Fiume Tanaro nell'area occupata dall'antico villaggio di Borgoglio. Voluta da Vittorio Amedeo II, fu realizzata su progetto di Ignazio Bertola e completata in seguito da altri architetti. La Cittadella è giunta pressochè intatta ai giorni nostri. Di dimensioni imponenti, ospitava polveriere, magazzini, arsenali, un ospedale e si dimostrò una fortezza difensiva inespugnabile. Oggi, in occasione di alcune feste, viene aperta al pubblico, suscitando sempre un grande interesse.



La città di Alessandria è stata anche teatro di una storica battaglia che ha contribuito a celebrare la gloria di Napoleone. Il 14 Giugno 1800, nella piana di Marengo, alle porte di Alessandria, le truppe napoleoniche sconfissero gli Austriaci. Negli anni recenti, il luogo della battaglia ha assunto fama leggendaria ed è diventato meta di pellegrinaggi da parte di coloro che celebrano ancora oggi il mito napoleonico. La pianura teatro della battaglia ospita la villa sede del Museo della battaglia di Marengo con cimeli, armi, documenti, stampe, pannelli e plastici che ricostruiscono la celebre battaglia.



Il marchio Borsalino è ciò che ha reso Alessandria famosa nel mondo. La storia del cappellificio Borsalino si intreccia fin dai suoi esordi con quello della città. Il suo trasformarsi da impresa artigianale a industria scandisce i tempi della metamorfosi di Alessandria verso l'industrializzazione. Il museo testimonia una manifattura artigianale che è arte e perizia, arricchita dall'esperienza e raffinata col tempo. I cappelli del museo, presentano fogge, qualità del feltro, finizioni che conferiscono robustezza, leggerezza, ingualcibilità e impemeabilità: i segreti della produzione del cappello Borsalino. Il museo comprende i campioni di tutti i cappelli prodotti dallo stabilimento a partire dal 1857.



L'esposizione prpone ai visitatori circa duemila cappelli delle più diverse forme e colori esposti negli storici armadi disegnati da Armando Gardella. Sono stati catalogati e scelti oggetti che hanno segnato le fasi della produzione, con l'intenzione di tutelare la storia, il patrimonio estetico e culturale dell'azienda.



Negli ultimi anni Alessandria, entrando anche a far parte del Circuito Città d'Arte della Pianura Padana, ha preso coscienza delle proprie potenzialità turistiche e dell'interesse espressse dai suoi tesori nascosti, dai suoi siti museali, dalla vie e piazze che hanno impreziosito diverse zone del centro cittadino: si rivela una città ricca di siti architettonici di pregio, di una rete museale di grande interesse e di peculiarità gastronomiche di antica tradizione. Il sistema dei musei civici costituisce un vanto per la vita culurale della città: ne fanno parte il Museo del Cappello Borsalino, le Sale d'Arte, il Teatro delle Scienze, i Percorsi del Museo Civico, il Museo del Fiume, il Museo Etnografico, l'Antiquarium Forum Fulvi, il Museo della Battaglia di Marengo e la sala espositiva Esperide. Sono molte le persone che visitano la città e diverse sono le iniziative atte a promuovere ulteriormente il nostro territorio, sia come meta del turismo di giornata, sia come principale punto di riferimento rispetto alle diverse opportunità turistiche offerte dal territorio della provincia. La quantità e la qualità di eventi culturali sono progressivamente cresciute offrendo ai turisti e ai cittadini diverse occasioni di svago e di divertimento.
ALESSANDRIA

Le origini della città di Alessandria risalgono al 1168 quando attorno al castello di Rovereto, nella zona dove sorge la chiesa di Santa Maria di Castello, viene a formarsi il primo insediamento urbano di un certo rilievo.
In seguito la borgata fu accresciuta dall’arrivo di rifugiati provenienti da Milano a da Tortona; città che erano state conquistate dalle armate dell’imperatore Federico Barbarossa.
Venne a formarsi così una vera città cui fu dato il nome di Alessandria, in onore del papa Alessandro III promotore della Lega Lombarda ed oppositore delle mire espansionistiche del Barbarossa.
Gli abitanti proclamarono dunque la propria autonomia verso l’imperatore, che rispose subito con le armi; infatti il 29 ottobre 1174 un corpo d’armata del Barbarossa si presentò sotto le mura cittadine per intimare la loro resa..
Assalti frontali, scalate alle mura, colpi d’ariete, scavi sotterranei, false promesse e scherni (“Alessandria della Paglia” per via dei tetti fatti poveramente con paglia di frumento), tutto fu tentato contro la città giunta ormai allo stremo delle forze.
Poi, fortunatamente iniziarono forti piogge che fecero straripare il Tanaro e la Bormida, inondando le campagne circostanti e trasformandole in un pantano, ostacolando cos’ i movimenti degli assedianti.
Seguì anche un inverno eccezionalmente rigido e siccome nei dintorni non vi era più nulla da razziare questo provocò tra le forze nemiche molte controversie e defezioni; Barbarossa si vide così costretto al ritiro, dirigendosi verso l’amica città di Pavia.
Purtroppo l’iniziale solidarietà sociale lasciò il posto a lotte intestine, per cui Alessandria cadde successivamente sotto il potere degli Angioini, dei Marchesi di Monferrato, dei Visconti, degli Sforza e per oltre un secolo e mezzo degli spagnoli.
Nel 1707 entrò a fare parte dei domini sabaudi ed in questo periodo furono erette le imponenti fortificazioni che caratterizzarono la città.
Il 14 giugno 1800 gli eserciti francesi e quelli austriaci si scontrarono a Marengo, per disputarsi il controllo dell’Italia settentrionale; qui il genio di Napoleone e l’eroismo del generale Dessaix ottennero una delle più brillanti vittorie della storia, sottraendo così anche Alessandria al dominio austriaco.
Alla caduta di Napoleone questa parte d’Italia tornò ai Savoia divenendo parte del Regno di Sardegna, da allora la città condivise le sofferenze e le aspirazioni dei patrioti italiani; in essa il 10 marzo 1821 Santorre di Santarosa sventolò il tricolore italiano e, nel 1833 essendo stata scoperta una cospirazione della “Giovine Italia” vi fu fucilato Andrea Vochieri.
Con l’aiuto giunto dai patrioti di ogni regione d’Italia, Alessandria durante le guerre per l’indipendenza fu munita di cento cannoni, ancor oggi ricordati dall’omonimo corso.
Nel 1921 per frenare le lotte dei braccianti, scesero in campo le prime squadracce fasciste, finanziate dai latifondisti che vedevano minacciato il proprio potere.
In queste fasi i braccianti giunsero a far morire il bestiame nelle stalle, squadre armate picchiarono braccianti isolati, incendiarono fienili e casolari.
Il 22 agosto 1922 venne bruciata la sede della Camera di Lavoro e rappresentanti socialisti e di altri partiti furono imprigionati; iniziò così il periodo della lotta clandestina che portò poi alla Resistenza antifascista.
SUA ECCELLENZA IL PIEMONTE

A Torino il 19 ottobre al Circolo della Stampa è stata presentata la Guida “Sua Eccellenza il Piemonte. Viaggio attraverso i percorsi enogastronomici piemontesi alla scoperta delle eccellenze della Cooperazione: La pubblicazione, promossa da Fedagri, era già stata presentata a Roma il giugno scorso.
“La nostra associazione rappresenta nella regione una realtà consistente di imprese agricole, ha spiegato il presidente di Fedagri Piemonte Tommaso Mario Abrate, si sfiora infatti la cifra di 25 mila aziende, che sono associate in 216 cooperative, con un fatturato di oltre 655.021.185 euro”. “Garantiamo prodotti sicuri, dalla provenienza garantita e certificata, ha continuato Abrate, espressione del territorio piemontese e capaci di permeare la cultura locale con le loro tradizioni e la loro storia. Non dimentichiamo che il Piemonte è una terra che primeggia per prodotti a denominazione di origine. Questa guida è dunque per noi un importante biglietto da visita”. “Le cooperative hanno anche un altro importante valore aggiunto, ha affermato il presidente di Fedagri Paolo Bruni, nelle aree marginali del nostro territorio, quali le aree montane, garantiscono un’azione di presidio e di contenimento dei rischi idrogeologici e ambientali”.
“Con riferimento al problema attuale dell’aumento dei prezzi, ha aggiunto Bruni, si tenga conto che la materia prima, ad esempio nel caso del pane, incide al massimo per un 9 % sul prezzo del prodotto finito, ed è un dato su cui riflettere. Inoltre si consideri che nelle spese familiari l’alimentazione si aggira attorno al 16 % e questa percentuale non è destinata a crescere. Occorre dunque affrontare mercati nuovi, come quello asiatico, in cui la capacità di spesa della popolazione sta crescendo”. “Il Piemonte è un territorio meraviglioso, ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Mino Tarocco, un traino importante per la commercializzazione e promozione dei nostri prodotti agroalimentari. Ma si tratta anche di un territorio che ha radici e storie antichissime, come questa pubblicazione dimostra. Saluto con piacere questa iniziativa editoriale di Fedagri Confocooperative: progetti come questi rappresentano il volto migliore della cooperazione in Italia, una realtà produttiva fondamentale che la Regione sostiene”.
L’autrice del testo, la giornalista Mariuccia Assola, si è soffermata nella descrizione di alcuni contenuti sui prodotti e sui percorsi di particolare interesse racchiusi nella Guida, che è in distribuzione per tutto il mese di ottobre con la rivista Il Gambero Rosso.

mercoledì 8 ottobre 2008

PIEMONTE, REGIONE D'EUROPA





Tra colli, montagne e laghi, il Piemonte scopre i suoi tesori: paesaggi mozzafiato, edifici che richiudono la grande storia d'Italia, festival e sagre enogastronomiche. Per una regione che non smette mai di stupire.



Una grande regione europea dal passato orgoglioso e dall'affascinante patrimonio ambientale, rivolta al futuro e pronto a cogliere sfide importanti, come quella dei giochi invernali. Porta naturale verso la Francia, il Piemonte occupa, rispetto all'Europa, una posizione di ideale centralità, che deve essere in grado di comunicare e promuovere sfruttando tutte le meraviglie culturali, paesaggistiche, gastronomiche di cui dispone. Il Piemonte è, infatti, palcoscenico ideale per promuovere l'italianità anche all'estero: area montana famosa per la sua natura ma anche per lo sport, questa regione è anche Langhe e Monferrato coi loro prodotti esclusivi, vini, tartufi, carni pregiate, è laghi, dagli scenari malinconici e attraenti allo stesso tempo; è turismo storico, grazie al regno di Casa Savoia e le sue dimore; è spettacolo, come per le iniziative legate all'arte contemporanea, ai grandi festival, alle mostre internazionali. Non dimentichiamo che questa regione ha visto nascere cinema, moda, griffe sportive, grandi spettacoli. Insomma un territorio tutto da scoprire "gustando" le peculiarità di ogni provincia.



Iniziamo dal cuneese, la "provincia granda" che offre un territorio vasto e ricchissimo di bellezze paesaggistiche e storiche. Pur restando al di fuori del circuito olimpionico le montagne delle Alpi marittime offrono impianti sciistici, piste, strutture alberghiere degne di nota, quali la rinomata stazione turistica di Limone Piemonte, sul confine francese, che rappresenta inoltre un facile accesso per la Costa Azzurra attraverso il Col di Tenda. A partire dalla stagione 2005/2006, la "Riserva Bianca" si presenterà con una veste totalmente nuova: dopo essersi vista assegnare i Campionati Mondiali Master di Sci Alpino per il 2007, Limone continua lo sforzo per rilanciarsi come stagione sciistica capace di competere con le migliori realtà dell'arco alpino con nuovi impianti e nuove piste, ma anche puntando sulle nuove tendenze del turismo con una diversificazione dell'offerta dei servizi sia per la stagione invernale che estiva. Non dimentichiamo un accenno sulla comodità d'accesso alla valle, attraverso l'antica via ferroviaria che "buca" le montagne per riaffiorare in Liguria.



Molte altre località del cuneese possono essere menzionate per le loro capacità di rispondere alle esigenze di sportivi e amanti della vera montagna: Artesina, Pratonevoso, Entraque e Valdieri, per lo sci di fondo, la Val Maria e la Val Varaita con magnifiche passeggiate in ogni stagione. Quando si pensa a questa provincia, non si può fare a meno di parlare delle Langhe e delle sue colline. Oltre a magnifici belvedere su vigneti e pioppeti, con la corona delle Alpi innevate in lontananza, le Langhe riservano proposte gastronomiche uniche, sagre. castelli e santuari. Alba è conosciuta per le manifestazioni folkloristiche di grande richiamo: la Giostra delle cento torri, il Palio degli asini, la Sagra Nazionale del Tartufo. Poco distante Ginzane Cavour; questo antico borgo, sede del prestigioso premio letterario, è dominato dal castello, amata residenza di Camillo Benso conte di Cavour, nonchè sede dell'Enoteca regionale Cavour e del Museo etnologico. Bellissimo il Santuario di Vicoforte Mondovì, uno dei più imponenti monumeti del Piemonte, affiancato dal monastero cistercense del XVI secolo.



Spostandoci verso Torino, si trovano tracce delle dimore sabaude tra cui il castello di Racconigi, casa di campagna di Carlo Alberto di Savoia, oggi inserito tra i beni protetti dall'Unesco. D'altra parte, testimonianze dello sfarzo dei Savoia sono riconoscibili in tutta la regioe, con lo stile barocco che trova massima espressione nelle residenze reali attorno al capoluogo: il castello di Venaria, la Versailles sabauda, la palazzina di caccia di Stupingi, alto esempio di architettura juvarriana; nel basso canavese il castello di Agliè. Tornando in provincia di Cuneo il castello di Govone e quello reale di Valcasotto. Impossibile enumerarli tutti: il Barocco accompagna, tra la fine del Cinquecento e per tutto il Settecento, la nascita e lo sviluppo dello stato sabaudo, ritrae l'ascesa di una dinastia, rappresenta e celebra la forza di un ducato, poi regno, che avrà un ruolo fondamentale nella storia italiana. Da qui se ne spiega l'importanza e la diffusione. Ma sono ancora intatti anche numerosi esempi di architettura medioevale: l'abbazia di Staffarda, vicino a Saluzzo, è un opera dal grande valore artistico per la sua equilibrata commistione di stile romano-gotico e per essere stata una pagina importante della storia dei monaci cistercensi. La storia piemontese brulica di castelli e chiese, cosicchè anche la provincia di Asti presenta i suoi gioielli: l'abbazia di Santa Maria di Vezzolano è uno di questi; complesso abbaziale di potere strategico durante il Medioevo, è legato alla leggenda che vede Carlo Magno come protagonista della sua fondazione, voluta in seguito alla sua guarigione dall'epilessia per intercessione della Madonna. Tra una visita e l'altra, le provincie di Asti e Alessandria non smettono di sorprendere per le ricchezze delle loro terre: come non menzionare Acqui Terme, rinomata località del Monferrato meridionale, famosa per il centro termale e per le sue specialità enogastronomiche (in particolare gli amaretti e i caratteristici baci acquesi, i tartufi e funghi da gustare in autunno con gli otiimi vini rossi locali e per il festival nazionale di danza. Da non perdere, a poca distanza dalla Basilica della cittadina, la Bollente, elegante edicola ottocentesca da cui scorga acqua a 70-75°C.



Anche Casale Monferrato conserva importanti monumenti medioevali, romantici e gotici: il Duomo, la chiesa barocca di San Filippo Neri, Palazzo del Municipio, la Sinagoga ebraica, costruita nel 1595 e radicalmente ristrutturata nel 1857-66, sede del Museo Isrealitico.



Dopo l'alternarsi di pendii e alture tondeggianti tra Langhe e Monferrato, ecco che si arriva in pianura. A valle di Casale Monferrato si estende un tratto del Parco fluviale del Po che qui si esprime nel suo volto più naturale e selvaggio, con ghiareti, isole e lanche che favoriscono la presenza di rare specie faunistiche, gli aironi prima di tutti. Nella prima parte del parco, invece, allontanandosi dal confine lombardo, il paesaggio è caratterizzato dall'intervallarsi di colline e risaie che, su sponde opposte, offrono spettacoli di rara bellezza. Le risaie sono, infatti, la peculiarità dell'area vercellese, zona interessante sia dal punto di vista naturalistico che artistico.



La Valsesia ospita due Sacri Monti: il Sacro Monte di Sant'Anna di Montrignone nei pressi di Borgosesiae, un pò più a nord, il più famoso dei Sacri Monti, la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo. La storia dei Sacri Monti iniziò più di cinquecento anni fa, quando, nel 1491, giunse a compimento la prima cappella del Sacro Monte di Varallo, il più antico: la montagna, come luogo fisico, si avvicina al cielo e favorisce il rapporto fra umano e divino. Infatti, il Sacro Monte fu inteso come luogo idoneo a riproporre l'esperienza ascetica di San Francesco qando si ritirò sulla Verna in contemplazione della Passione di Cristo. Una fitta rete di Sacri Monti si sviluppò in molti paesi europei introducendo nuovi temi devozionali. Il Piemonte annovera dodici Sacri Monti, sei dei quali sono stati istituiti a parco o riserva naturale al fine di garantirne la salvaguardia e di contribuire al loro rilancio.



Un paesaggio che riposa lo sguardo, un'oasi di pace che incanta: questa la prima impressione quando si arriva sul Lago Maggiore, il più grande della regione. Questo, insieme al Lago d'Orta, è da sempre meta di turismo colto e raffinato, attratto dalla ricca vegetazione, dai tesori artistici, dalla cornice delle montagne e da quel romanticismo costituito dalle isole. Sull'Isola Madre, alla fine del 1500, Carlo Emanuele I di Savoia fece costruire la splendida Villa Borromeo, con giardini a terrazze incantevoli. Il clima mite favorisce tuttora la sopravvivenza di specie subtropicali, come il cipresso di Kashmir, alto trenta metri, camelie rosa ciclamino e rosa pallido, palmeti, mirti, agrumi, tra i quali vivono fagiani cinesi e pavoni bianchi. Altrettanto sontuosi i giardini dell'Isola Bella, in stile barocco, in cui l'esotismo della vegetazione (compare l'albero del tamarindo, del caffè, il banano, il fiore di loto, il papiro egiziano) e gli ampi spazi verdi sono arricchiti da giochi d'acqua, scalinate, arcate, statue. Sulla sponda occidentale del lago, a Pallanza, si possono visitare i giardini delle eleganti ville fatte costruire a partire dall'Ottocento dalle nobili e borghesi famiglie milanesi e novaresi: Villa San Remigio, che ospitò anche Gabriele D'Annunzio, e Villa Taranto, acquistata nel 1931 dallo scozzese Neil Boyd McEacham, artiere della regina d'Inghilterra, da lui trasformata in uno dei più grandi e curati giardini all'inglese d'Italia. Ed infine, sul lungolago di Stresa, si affaccia a Villa Pllavicino, che ospita 40 specie di mammiferi e uccelli esotici che volano liberi su un territorio di circa 15 ettari. Tutta la zona dei laghi del novarese e del Verbano Cusio Ossola diventa teatro naturale per eventi internazionali di musica e danza: a Stresa, la musica classica è protagonista con le Settimane musicali di Stresa, sotto la direzione artistica di Gianandrea Noseda; sulle rive del Lago d'Orta, il Festival cusano di musica antica emoziona a metà giugno. Nei giardini e nelle dimore storiche della provincia di Verbania e Novara per la danza si tiene il Festival dei Laghi, che ha premiato Carla Fracci, Oriella Dorella, Luciana Savignano.



Più a occidente, anche il lago meno noto di Viverone offre bellezze tutte da scoprire. Lasciatevi rapire dall'incanto di una passeggiata lungo le rive verdeggianti o dal piacere di una gita in barca. Oppure sfruttate le tante opportunità di sport: vela e windsurf, equitazioe e golf, trkking e mountain bike, deltaplano e parapendio dalle montagne circostanti. Qui ritroviamo altri famosi Sacri Monti, tra cui il Sacro Monte di Oropa, che richiama ogni anno grandi masse di pellegrini e devoti di Sant'Eusebio, vescovo martire di Vercelli del IV sec. d.C. Siamo in provincia di Biella, patria della lana e dei filati.



Nel capoluogo, tappa d'obbligo è la "Fondazione Cittadellarte", un imponente di archeologia industriale dotato di parco e cortile con déhors. Troneggiano i più significativi reperti di arte contemporanea, in particolare dell'Arte Povera. L'area espositiva è posta su più piani, ed una menzione speciale va all'ultima sala in "piccionaia", con igloo-concept realizzati nei materiali più vari. Nel loggiato superiore collaborano studenti e giovani artisti coordinati dallo stesso Michelangelo Pistoletto, che, con la moglie e alcuni fidi collaboratori, sviluppa nuclei progettuali in raccordo con il dualismo arte-impresa. Per chi non ama i luoghi chiusi, ma vuol comunque gustare sensorialmente l'arte, da oltre vent'anni esiste il "Macam" di Maglione, "Museo all'Aperto". Tra i più interessanti work in progress contemporanei. Ogni anno artisti di notorietà internazionale aggiungono i loro contributi creativi alla collezione, che è patrimonio fruibile da tutti i visitatori del luogo. Siamo ora in un'area geografica di grande interesse scientifico: l'anfiteatro morenico d'Ivrea, nel territorio canavesano, una struttura geologica originata durante le fasi di glaciazione del Pleistocene che ci ha lasciato i suoi minerali e le sue forme uniche in Europa.



Ma la maggiore attrazione turistica di Ivrea, cittadina posta proprio all'ingresso della Val d'Aosta, è il carnevale con la storica battaglia delle arance, momento fondamentale per la collettività eporediese. E da qui, ecco i svettanti massicci del Monte Rosa e del Gran Paradiso. Luoghi di alpinismo per eccellenza, le località montane oggi offrono moderne attrezzature e accoglienza per tutti i gusti. Dallo sci in ogni sua disciplina alle passeggiate e ai trekking, agli sport di acqua e di aria.



Il Parco del Gran Paradiso, che si estende per 70.000 ettari di territorio protetto, ospita flora e fauna rigogliose: castagni, faggi, larici, ma anche pascoli alpini fioriti. Il re di questo paradiso, tutelato e protetto, è lo stambecco, cacciato per l'ultima volta da Vittorio Emanuele III nel 1913. Accanto a questa specie vivono camosci, cervi, caprioli, marmotte. Molti di questi animali selvatici si possono osservare al Gran Piano di Nasca, che si raggiunge dal Colle del Nivolet, tra prati verdi fitti di eriofori e corsi d'acqua. Tornando verso Torino, ancora un tuffo nel passato coi castelli di Mazzè e il castello della famiglia Valperga a Masino: questi edifici meritano una sosta, anche solo per ammirare l'affascinante anfiteatro della Serra morenica.



Si conclude qui il nostro tour ideale in giro per il Piemonte alla scoperta di luoghi, tradizioni, peculiarità che rendono questa regione unica, aperta al turismo internazionale e ricca di opportunità suggestive e sorprendenti.
TRA LE ANTICHE COLLINE RICCHE DI VIGNETI





Un territorio ricco e suggestivo, che ospita migliaia di ettari coltivati a vigneto. Il Roero, tra Langhe e Monferrato, si può definire la terra del vino. In questo luogo vengono coltivati Arneis e Nebbiolo, Barbera, Bonarda, Favorita e Brachetto. E proprio qui è nata l'Enoteca Regionale del Roero, che rappresenta l'intera produzione dei vini della zona e offre ai visitatori vendita e degustazione di etichette selezionatissime.



La vite e il vino, sulle colline del Roero, sono cultura, passione e orgoglio contadini, da sempre. Lo dimostrano gli archivi, l'arte, il paesaggio, l'architettura delle case agricole, la cultura materiale e la quotidianità di queste colline. Il territorio del Roeroè un territorio omogeneo, compreso tra il corso del Tanaro e le province di Asti e Torino: si trova quindi tra Langhe e Monferrato, nel cuore delle colline del vino. Qui il territorio presenta caratteri geomorfoligi omogenei e un'identità culturale derivata da forti momenti di aggregazione e di coesione storica. Il Roero, che deve il nome ai Signori che ne ebbero per molto tempo il dominio, è una piccola regione compresa in un approssimativo quadrato tra Alba, Bra, Sommariva Bosco e Govone. E' una regione collinare, ricoperta da prati, vigne, rigogliosi pescheti, boschi di castagne e campi rossi di fragole. Lungo la dorsale delle colline da Pocapaglia a Montà ci sono le "rocche", fosse profonde e affilate che tagliano nel vivo la collina, mettendone a nudo le stratificazioni del terreno.



Questo itinerario si svolge lungo una serie di splendidi paesi arroccati sulle colline, ognuno dei quali ospita ancora un castello o una fortezza oppure una rocca: un viaggio immerso nell'atmosfera del passato, verso splendide costruzioni, ma anche verso ruderi sgretolati dal tempo. Paesaggisticamente, il Roero presente due volti, corrispondenti alla diversa natura geologica dei suoli; a dividerli è la selvaggia frattura delle rocche, che attraversano tutto il territorio, da Bra a Cisterna d'Asti; i versanti collinari confluenti del bacino del Tanaro, sono il regno della viticoltura e della frutticoltura. Particolarmente suggestivo risulta il paesaggio viticolo: tanti piccoli vigneti, rigorosamente di collina, come tessere di un mosaico disegnano di regolari geometrie i versanti collinari rivolti al sole.



Il Roero è un territorio che negli ultimi anni ha rafforzato la sua immagine puntando su un rapporto sinergico tra la bellezza del paesaggio e la bontà dei suoi prodottie, tra questi, i vini. E su questo territorio, con questa storia e questa passione, si è costituita l'Enoteca Regionale del Roero, ossia una società consortile a responsabilità limitata di cui sono soci i comuni di Canale, Baldissero, Castagnito, Castellinaldo, Cisterna, Corneliano, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello, Piobesi, Pocapaglia, Priocca, Santa Vittoria, Santo Stefano Roero, Sommariva Perno, Vezza, Alba, Bra. Tra i molti vitigni coltivati nella zona, Arneis e Nebbiolo sono di gran lunga i più diffusi, e poi Barbera, Bonarda, Favorita e Brachetto. Se nel Roero sono circa 2200 gli ettari coltivati D.O.C. si può ritenere che la superfice complessiva coltivata si attesti intorno ai 3500 ettari: sono spesso vigneti ubicati in posizioni assai irte, ripide, tali da rendere gravoso e sofferto il lavoro dei viticoltori. Tra i tanti eccellenti vini che si producono, sono due "grandissimi" a dominare la scena, caratterizzando profondamente l'immagine enoica di questo territorio: il Roero ed il Roero Arneis. Dal colore rosso rubino, brillante nella sua prima giovinezza, dai profumi che ricordano la viola, il lampone, la pesca e dal gusto secco, nervoso, il Roero D.O.C.G. si pone quale vino a tutto pasto, interessante per la sua innata versatilità. Finezza, eleganza e delicatezza: queste le caratteristiche che le sabbiose terre del Roero donano ai loro vini che si presentano da subito interessanti, ma con grandi e armonici bouquet da sviluppare con l'invecchiamento. Il profumo è intenso, pulito, con note di ciliegia marasca, ribes nero, mora e sensazioni retro olfattive di fieno e pepe. Il sapore è caldo, asciutto, con nota vanigliata appena accennata; ricordo di tabacco e cuoio. La sensazione tannica è in leggero esubero, con finale di marmellata di lamponi. Il Roero Arneis D.O.C.G. è invece un vino bianco secco dal colore giallo paglierino, con riflessi verdolini o dorati; dal profumo tenue e delicato, complesso, invitante e seducente con sentori di fiori ben armonizzati con sensazioni de frutta fresca. Il gusto è piacevolmente secco con vena delicatamente acidula, che dà freschezza e persistenza gradevole e un ottimo retrogusto leggermente amarognolo. Al 1303 risale la più antica citazione del Nebbiolo, e l'Arneis forma toponimo già nel 1400 mentre la Favorita compare con segnalazioni di vinificazioni in purezza nel 1617. L'Enoteca Regionale del Roero rappresenta l'intera produzione dei vini del Roero e in essa sono presenti le aziende che hanno titolo ad effettuare le operazioni di vinificazione, produzione e imbottigliamento dei vini Doc e Docg della zona medesima e anche i vini diversi dai precedenti purchè derivanti da uve prodotte nel territorio del Roero.



L'Enoteca ha trovato sede a Canale, nell'ex Asilo Infantile Regina Margherita, complesso edilizio dello scorso secolo accuratamente restaurato. Insediata in ambiente raffinato e luminoso, in una storica dimora del centro di Canale, questa Enoteca è sicuramente un prezioso biglietto da visita per i vini di oltre un centinaio di aziende "roerine". Quindi, vien dato adeguato spazio ai più tipici Roero ottenuti dall'uva nebbiolo ma ci sono posti in vetrina anche per gli eleganti bianchi Roero Arneis e Langhe Favorita. Non mancano l'invitante Bonarda, il Brachetto e il Castellinardo, pregiata sottozona del Barbera. Varcato il cancello, su cui spicca il caratteristico stemma dei Roero, attraversato l'ampio cortile si giunge all'ingresso della struttura che al pian terreno ospita le strutture espositive, di informazione e pubbliche relazioni, oltre agli uffici; la cantina di conservazione e l'ampia sala di esposizione e di degustazione; una grande sala per le conferenze, la segreteria e l'ufficio turistico. Al piano superiore si apre l'elegante Ristorante "All'Enoteca", che dispone di due sale. Qui in un ambiente curato e discreto, l'offerta della tradizionale cucina piemontese, proposta con estro e creatività e dei vini rigorosamente selezionati, si esprime ai massimi livelli di raffinata qualità. Attualmente sono presenti in Enoteca i vini provenienti da circa 100 aziende, che sono stati selezionati da una Commissione di degustazione. Questa commissione permanente di degustazione garantisce e assicura, con la sua opera di assaggio i caratteri di tipicità e la qualità dei vini ammessi e successivamente offerti in degustazione ai visitatori.



Attualmente sono a disposizione per degustazione e vendita i vini Roero Docg, Nebbiolo d'Alba, Barbera d'Alba, Bonarda, Roero Arneis Docg, Favorita, Passito di Arneis. L'Enoteca Regionale del Roero, previa prenotazione, allestisce inoltre degustazioni guidate dei propri prodotti anche per i gruppi turistici di circa 20/30 persone. Qui all'Enoteca ci sono tutti i presupposti per creare un ambiente piacevole, discreto e raffinato, dove l'attenta proposta dei piatti della tradizionale cucina piemontese e la selezione rigorosa dei vini, tutti di ottima qualità, rende la sosta piacevole ed estremamente appagante per il visitatore.