CI SALVI CHI PUO': IN DUE ANNI 900 MILA DISOCCUPATI IN PIU'
Allarme della Cisl. L'economista Boeri: “I precari, vera emergenza; 305 mila contratti scadono già a dicembre. Il decreto anticrisi? Un'aspirina”.
L'allarme arriva dal Rapporto annuale sull'industria della Cisl. Nei prossimi due anni, nell'industria manifatturiera e delle costruzioni, sono a rischio 900 mila posti di lavoro. Ma già nei primi 10 mesi del 2008 sono stati 179.552 i lavoratori coinvolti in crisi o ristrutturazioni aziendali. Ben più dei 20 – 25 mila previsti a giugno.
“La recessione è più grave del previsto: i sintomi di un peggioramento della congiuntura c'erano già prima dell'estate poi la crisi internazionale ha accelerato i processi. Ma la vera emergenza sono i precari, privi di protezioni sociali”, spiega l'economista Tito Boeri che, insieme a Pietro Garibaldi, si è occupato di precariato per Chiarelettere, in un nuovo contratto per tutti.
Lo stesso rapporto Cisl esclude dai calcoli sul 2008, “perchè di difficile stima” i lavoratori interinali e con contratto a termine, cui non è stato rinnovato il contratto. Ancora Boeri: “Entro fine anno scadranno 305 mila contratti nel privato ma le misure del decreto anticrisi del governo sono un'aspirina per chi ha la polmonite, perchè il bonus per i precari ha requisiti di accesso troppo limitati. Ne potrà usufruire meno del 10% di chi non ha un posto fisso e fornirà, secondo le nostre stime, circa 800 euro: sui 12 mesi di disoccupazione cui questi lavoratori vanno incontro in media, sono circa 60 euro al mese”.
Contro la crisi, la Cisl si rivolge alla Ue chiedendo, tra l'altro, più “pragmatrismo e flessibilità” nel valutare sforamenti e tempi di recupero dei parametri di Maastricht sul rapporto deficit/Pil. “Ma l'Italia, conclude Boeri, deve variare misure a sostegno della domanda: sgravi fiscali e sussidi di disoccupazione per i precari. Interventi per le imprese? Se sgravi le tasse sul lavoro, il beneficio è per il lavoro stesso”.
mercoledì 3 dicembre 2008
Il Pacchetto
anti-crisi del Governo
A cura di:
Dipartimento Economico Unione di Centro
On. Gian Luca Galletti
Con la collaborazione di:
Francesco Lucà
Antimo Sambucci
Il Governo ha varato un pacchetto di misure che nelle intenzioni mira a contrastare la crisi finanziaria, ridare potere reale d’acquisto alle famiglie, sostenere lo sviluppo delle imprese e dare un impulso alle opere strutturali.
Il Governo, nonostante la gravità della crisi e a differenza di quanto fatto dagli altri Paesi europei, ha presentato un piano “minimalista”.
Il piano vale circa 6,3 mld di euro e gli interventi previsti, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno una validità limitata al solo esercizio 2009.
PROPOSTE PER LE FAMIGLIE
- Bonus alle famiglie con redditi fino a 20.000 euro
A partire da febbraio 2009 verranno concessi bonus da 200 a 1.000 euro alle famiglie reddito da lavoratori dipendenti, con figli e pensionati.
TIPOLOGIA BONUS LIMITE DI REDDITO CONTRIBUTO FAMILIAREGIORNALIERO CONTRIBUTO PROCAPITE GIORNALIERO
PENSIONATICONIUGISENZA FIGLICONIUGI CON UN FIGLIOCONIUGI CON DUE FIGLI CONIUGI CON TRE O PIU’ FIGLI 2003004505001.000 15.00017.00017.00020.00020.000 0,550,821,231,372,74 0,550,410,410,340,55
COMMENTO: Appare evidente che l’intervento per le famiglie è del tutto insoddisfacente, sia per la ridotta entità del contributo, sia per la limitata soglia massima di reddito che permette di accedere al contributo. Infine, appare come una misura UNA TANTUM, valida solo per l’anno 2009.
Basti pensare, ad esempio, che come si evince dal precedente prospetto sopra riportato, una famiglia con due figli e un reddito familiare lordo inferiore a 20.000 euro (circa 1.400/1.500 euro al mese) avrà un contributo di soli 1,37 euro al giorno per tutta la famiglia e 0,34 centesimi al giorno per ogni componente il nucleo familiare.
Non si tratta, quindi, di una politica per la famiglia, ma di una politica assistenzialista.
In questo momento di difficoltà economica bisognava avere il coraggio di investire sulle famiglie del ceto medio, quelle che oggi soffrono maggiormente e che avrebbero potuto rilanciare i consumi se sostenute.
IL BONUS FAMIGLIE
3,54 MILIONI pensionatiin famiglie monocomponenti fino a 15.000 euro
2,95 MILIONI famiglie con 2 componentireddito fino a 17.000 euro
627 mila famiglie con 3 componenti reddito fino a 17.000 euro
569 mila famiglie con 4 componentireddito fino a 20.000 euro
158 mila famiglie con 5 componentifino a 20.000 euro
52 mila famiglie con oltre 5 componentifino a 22.000 euro
88 mila famiglie con disabiliredditi fino a 35.000 euro
- Ridefinizione del tasso sulle rate pagate dalle famiglie per i mutui prima casa
PER I CONTRATTI IN ESSERE: Dal 2009 il tasso applicabile alle rate sui mutui entro il 31/10/2008, per l’acquisto della prima casa, non potrà essere superiore al 4%. Lo Stato si accollerà gli eventuali differenziali tra gli importi a carico del mutuatario e quelli derivanti dall’applicazione del nuovo tasso.
PER I NUOVI CONTRATTI: se sottoscritti dal 1°gennaio 2009 il tasso sui mutui variabili avrà come base sui cui calcolare lo spread il tasso BCE. Le banche, comunque, avranno piena discrezionalità sul tasso di interesse totale.
COMMENTO: Questa manovra è tardiva, sarebbe stata molto utile nel 2008, anno in cui i tassi erano crescenti e corrispondentemente sono cresciute le rate dei mutui delle famiglie italiane.
Avrà, invece, un effetto molto limitato nel 2009, in previsione di un ulteriore taglio dei tassi previsto nei prossimi giorni di 0,50-0,75 % da parte della BCE.
A quel punto i tassi dei mutui variabili scenderanno naturalmente ad un tasso molto vicino, se inferiore, al 4%.
Il problema per le famiglie si potrà ripresentare nel 2010 e quel punto la manovra non sarà più in vigore.
Per i nuovi contratti, quelli stipulati a partire dal 1° gennaio 2009, la manovra prevista non ha alcun effetto reale. Le banche prenderanno a riferimento il tasso BCE, che è sicuramente più basso dell’interbancario (EURIBOR) in vigore oggi, ma non avendo previsto alcun limite allo spread, non faranno altro che aumentare quest’ultimo.
A riprova di tutto questo basti pensare che dalla relazione tecnica si evince che il costo della riduzione dei mutui è di circa 250/350 milioni di euro.
- Blocco delle tariffe su autostrade e riduzione delle tariffe energetiche
Per le tariffe autostradali si impone un blocco sui pedaggi autostradali con durata 4 mesi.
Per le tariffe di luce e gas è previsto, solo per le famiglie svantaggiate, una revisione al ribasso (max 15%).
COMMENTO: la promessa di abbassare le tariffe sembra un mero spot, in quanto le stesse tariffe dovrebbero comunque scendere nei prossimi mesi a causa del drastico calo del petrolio. E comunque, ancora una volta, si interviene solo in ambito assistenziale.
- Estensione degli ammortizzatori sociali e proroga della detassazione di premi ed incentivi. Accantonata la detassazione degli straordinari
Proroga per la detassazione dei salari di produttività (premi ed incentivi) per redditi fino a 35.000 euro annui (rispetto ai 30.000 attuali). Resta invariato il limite di detassazione: era di 3.000 euro per 6 mesi, viene confermato a 6.000 euro per un anno. Sono incluse le categorie che fanno riferimento a personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso.
Destinato 1 miliardo in 4 anni (2009/2012) agli ammortizzatori sociali, con estensione del sostegno in deroga ai lavoratori atipici e a lavoratori a tempo indeterminato nei settori in cui non erano previsti.
COMMENTO: Si giudica positivamente la misura, anche se dovuta vista la congiuntura economica, che riguarda il rafforzamento del fondo per gli ammortizzatori sociali.
L’estensione del sostegno anche ai lavoratori atipici, i cosiddetti precari, appare invece il solito spot. Infatti, il sostegno è troppo limitato sia nell’importo, solo il 5% del reddito conseguito l’anno precedente, sia nella platea dei lavoratori inclusi nel sostegno, solo quelli che hanno prestato l’attività in zone e settori dichiarati in “stato di crisi”.
Per fare un esempio, un precario che nel 2008 ha lavorato per 6 mesi, a 1.000 euro al mese, avrà diritto, se verrà licenziato e rimarrà senza lavoro per più di due mesi consecutivi, ad un’indennità, nel 2009, di 300 euro una tantum. Si commenta da sé.
FISCO E IMPRESE
- Riduzione dell’acconto IRES e IRAP di novembre
Si applica un riduzione del 3% sull’acconto d’imposta con scadenza 30 novembre. Tale misura vale esclusivamente per i soggetti IRES, ossia essenzialmente per le società di capitali.
COMMENTO: la riduzione esclude inspiegabilmente le persone fisiche soggette all’IRPEF, ossia società di persone e imprenditori individuali che sono la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese italiane.
La misura appare di poca sostanza, in quanto il beneficio è soltanto temporale.
- Deducibilità del 10% dell’IRAP ai fini IRES e IRPEF
A partire dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2008, è concessa la parziale deducibilità (10%) dell’IRAP dalla base imponibile rilevante ai fini IRES e IRPEF. La deduzione è considerata “forfetaria” e si pone l’obiettivo di offrire respiro alle imprese. La misura è apprezzabile, anche se di modesto impatto.
- Versamento dell’IVA a debito solo al momento dell’incasso del corrispettivo pattuito
La misura, auspicata anche dall’Unione di Centro, introduce il principio del versamento dell’IVA secondo criteri di “cassa” anziché di competenza. Tale intervento rappresenta una forma di respiro per le imprese, costrette finora a versare allo Stato imposte senza aver ottenuto i corrispettivi di beni e servizi dai propri debitori.
COMMENTO: Hanno recepito una nostra proposta, ma il contorno della misura è poco definito, in quanto la disposizione viene applicata solo per gli anni 2009, 2010 e 2011 ed è sospesa in attesa dell’approvazione dell’UE.
Paradossale l’aumento dell’IVA dal 10% al 20% per le pay-tv.
La misura non fa che penalizzare soprattutto Sky, che possiede la maggior parte degli abbonamenti.
L’intervento, oltre a costituire un grave episodio di conflitto di interessi (Sky è concorrente diretta delle tv possedute dal Premier), non farà che penalizzare soprattutto le famiglie, sulle quali ricadrà il necessario futuro aumento degli abbonamenti necessari a sopperire all’aumento delle imposte.
- Revisione degli Studi di Settore
La revisione, definita congiunturale, si propone di modificare i parametri e gli indici di congruità su cui si basano i meccanismi di accertamento della base imponibile.
Ciò viene fatto al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica su imprese e lavoratori autonomi, con particolare riguardo a determinati settori e realtà territoriali. La norma, pur giusta, è molto vaga e rimanda ai meccanismi di rinvio ad atti del MEF. Sarà possibile esprimere un giudizio solo quando saranno noti i nuovi parametri.
- Garanzia statale dei crediti alle PMI attraverso i Confidi
Il Fondo di Garanzia per PMI e Confidi viene esteso alle imprese artigiane e rifinanziato. E’ potenziato dalla garanzia di ultima istanza dello Stato. Il tetto massimo di garanzia ammonta a 450 milioni di euro.
COMMENTO: la misura è giusta, ma non viene stabilito il criterio mediante il quale verrà applicata la misura. Il tutto è rimandato ad un successivo decreto del MEF.
- Recupero crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione
La procedura per snellire e velocizzare il recupero crediti nei confronti della PA verrà stabilità con un futuro decreto.
Il giudizio è sospeso, in attesa dei criteri in base ai quali, nei tempi e nell’ammontare, verrà stabilita la restituzione dei crediti.
- Intervento pubblico nel capitale delle banche.
Saranno utilizzati alternativamente due strumenti per la partecipazione statale al capitale delle banche in difficoltà: obbligazioni subordinate perpetue oppure obbligazioni convertibili. La misura vale all’incirca 12 miliardi di euro. Entrambe le misure produrranno l’effetto di incidere sull’indice di patrimonializzazione rispetto alle attività a rischio (CoreTier1). Le banche dovranno fare espressa richiesta affinchè lo Stato sottoscriva tali strumenti. Il decreto non si espone (ma rimanda ad un successivo provvedimento) sulla remunerazione di tali bond, la subordina agli utili eventualmente distribuibili. E’ rimandato ad un successivo decreto il principio secondo cui le banche in cui interviene lo Stato debbano considerare un reinvestimento delle risorse ottenute nella concessione di credito a famiglie e PMI.
COMMENTO: è necessario prevedere fin da ora i meccanismi che vincolano i prestiti statali alla concessione di credito a famiglie ed imprese. Previsto un codice etico, ma nessun riferimento all’obbligo che le banche finanziate procedano ad una decurtazione degli stipendi per manager e dirigenti.
CONCLUSIONI
Si può sostenere che il Piano messo a punto dal Governo appare troppo dispersivo, cioè per accontentare tutti (famiglie, imprese, lavoratori e banche), in considerazione delle scarse risorse impiegate, finisce per non soddisfare nessuno.
La scarsità delle risorse è dovuta anche alle scelte compiute fino ad oggi dall’Esecutivo. Se non avessero abolito l’ICI sulla prima casa, aiutando cosi in particolar modo i ceti medio-alti, se non avessero maldestramente tentato di salvare Alitalia, se non avessero “regalato” soldi a Roma e Catania oggi avrebbero potuto fare un pacchetto di interventi di altri 12 miliardi di euro. Con soli 6 miliardi, invece, sarebbe stato meglio finalizzare gli interventi a favore delle famiglie, nell’ottica del rilancio dei consumi che avrebbe poi portato benefici anche alle imprese.
Ricordiamo che la nostra proposta di 1.200 euro per ogni famiglia con un figlio più 600 euro per ogni altro figlio avrebbe avuto un costo di circa 6 miliardi di euro e tale misura avrebbe offerto un beneficio reale alle famiglie italiane.
Per le imprese mancano interventi importanti come, ad esempio:
· Misure di impulso agli investimenti delle PMI, come credito d’imposta o detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione;
· Un piano di incentivi agli investimenti in efficienza energetica per le imprese;
· Un piano di sostegno ai settori che maggiormente risentiranno della crisi.
Manca, inoltre, un piano per il rilancio delle opere nel mezzogiorno d’Italia. Sempre per il Sud, manca una vera e propria politica di incentivi allo sviluppo e di azioni volte a facilitare l’accesso al credito per le PMI.
Emblematico, in tal senso, è il continuo taglio operato al Fondo per le Aree Sottosviluppate.
anti-crisi del Governo
A cura di:
Dipartimento Economico Unione di Centro
On. Gian Luca Galletti
Con la collaborazione di:
Francesco Lucà
Antimo Sambucci
Il Governo ha varato un pacchetto di misure che nelle intenzioni mira a contrastare la crisi finanziaria, ridare potere reale d’acquisto alle famiglie, sostenere lo sviluppo delle imprese e dare un impulso alle opere strutturali.
Il Governo, nonostante la gravità della crisi e a differenza di quanto fatto dagli altri Paesi europei, ha presentato un piano “minimalista”.
Il piano vale circa 6,3 mld di euro e gli interventi previsti, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno una validità limitata al solo esercizio 2009.
PROPOSTE PER LE FAMIGLIE
- Bonus alle famiglie con redditi fino a 20.000 euro
A partire da febbraio 2009 verranno concessi bonus da 200 a 1.000 euro alle famiglie reddito da lavoratori dipendenti, con figli e pensionati.
TIPOLOGIA BONUS LIMITE DI REDDITO CONTRIBUTO FAMILIAREGIORNALIERO CONTRIBUTO PROCAPITE GIORNALIERO
PENSIONATICONIUGISENZA FIGLICONIUGI CON UN FIGLIOCONIUGI CON DUE FIGLI CONIUGI CON TRE O PIU’ FIGLI 2003004505001.000 15.00017.00017.00020.00020.000 0,550,821,231,372,74 0,550,410,410,340,55
COMMENTO: Appare evidente che l’intervento per le famiglie è del tutto insoddisfacente, sia per la ridotta entità del contributo, sia per la limitata soglia massima di reddito che permette di accedere al contributo. Infine, appare come una misura UNA TANTUM, valida solo per l’anno 2009.
Basti pensare, ad esempio, che come si evince dal precedente prospetto sopra riportato, una famiglia con due figli e un reddito familiare lordo inferiore a 20.000 euro (circa 1.400/1.500 euro al mese) avrà un contributo di soli 1,37 euro al giorno per tutta la famiglia e 0,34 centesimi al giorno per ogni componente il nucleo familiare.
Non si tratta, quindi, di una politica per la famiglia, ma di una politica assistenzialista.
In questo momento di difficoltà economica bisognava avere il coraggio di investire sulle famiglie del ceto medio, quelle che oggi soffrono maggiormente e che avrebbero potuto rilanciare i consumi se sostenute.
IL BONUS FAMIGLIE
3,54 MILIONI pensionatiin famiglie monocomponenti fino a 15.000 euro
2,95 MILIONI famiglie con 2 componentireddito fino a 17.000 euro
627 mila famiglie con 3 componenti reddito fino a 17.000 euro
569 mila famiglie con 4 componentireddito fino a 20.000 euro
158 mila famiglie con 5 componentifino a 20.000 euro
52 mila famiglie con oltre 5 componentifino a 22.000 euro
88 mila famiglie con disabiliredditi fino a 35.000 euro
- Ridefinizione del tasso sulle rate pagate dalle famiglie per i mutui prima casa
PER I CONTRATTI IN ESSERE: Dal 2009 il tasso applicabile alle rate sui mutui entro il 31/10/2008, per l’acquisto della prima casa, non potrà essere superiore al 4%. Lo Stato si accollerà gli eventuali differenziali tra gli importi a carico del mutuatario e quelli derivanti dall’applicazione del nuovo tasso.
PER I NUOVI CONTRATTI: se sottoscritti dal 1°gennaio 2009 il tasso sui mutui variabili avrà come base sui cui calcolare lo spread il tasso BCE. Le banche, comunque, avranno piena discrezionalità sul tasso di interesse totale.
COMMENTO: Questa manovra è tardiva, sarebbe stata molto utile nel 2008, anno in cui i tassi erano crescenti e corrispondentemente sono cresciute le rate dei mutui delle famiglie italiane.
Avrà, invece, un effetto molto limitato nel 2009, in previsione di un ulteriore taglio dei tassi previsto nei prossimi giorni di 0,50-0,75 % da parte della BCE.
A quel punto i tassi dei mutui variabili scenderanno naturalmente ad un tasso molto vicino, se inferiore, al 4%.
Il problema per le famiglie si potrà ripresentare nel 2010 e quel punto la manovra non sarà più in vigore.
Per i nuovi contratti, quelli stipulati a partire dal 1° gennaio 2009, la manovra prevista non ha alcun effetto reale. Le banche prenderanno a riferimento il tasso BCE, che è sicuramente più basso dell’interbancario (EURIBOR) in vigore oggi, ma non avendo previsto alcun limite allo spread, non faranno altro che aumentare quest’ultimo.
A riprova di tutto questo basti pensare che dalla relazione tecnica si evince che il costo della riduzione dei mutui è di circa 250/350 milioni di euro.
- Blocco delle tariffe su autostrade e riduzione delle tariffe energetiche
Per le tariffe autostradali si impone un blocco sui pedaggi autostradali con durata 4 mesi.
Per le tariffe di luce e gas è previsto, solo per le famiglie svantaggiate, una revisione al ribasso (max 15%).
COMMENTO: la promessa di abbassare le tariffe sembra un mero spot, in quanto le stesse tariffe dovrebbero comunque scendere nei prossimi mesi a causa del drastico calo del petrolio. E comunque, ancora una volta, si interviene solo in ambito assistenziale.
- Estensione degli ammortizzatori sociali e proroga della detassazione di premi ed incentivi. Accantonata la detassazione degli straordinari
Proroga per la detassazione dei salari di produttività (premi ed incentivi) per redditi fino a 35.000 euro annui (rispetto ai 30.000 attuali). Resta invariato il limite di detassazione: era di 3.000 euro per 6 mesi, viene confermato a 6.000 euro per un anno. Sono incluse le categorie che fanno riferimento a personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso.
Destinato 1 miliardo in 4 anni (2009/2012) agli ammortizzatori sociali, con estensione del sostegno in deroga ai lavoratori atipici e a lavoratori a tempo indeterminato nei settori in cui non erano previsti.
COMMENTO: Si giudica positivamente la misura, anche se dovuta vista la congiuntura economica, che riguarda il rafforzamento del fondo per gli ammortizzatori sociali.
L’estensione del sostegno anche ai lavoratori atipici, i cosiddetti precari, appare invece il solito spot. Infatti, il sostegno è troppo limitato sia nell’importo, solo il 5% del reddito conseguito l’anno precedente, sia nella platea dei lavoratori inclusi nel sostegno, solo quelli che hanno prestato l’attività in zone e settori dichiarati in “stato di crisi”.
Per fare un esempio, un precario che nel 2008 ha lavorato per 6 mesi, a 1.000 euro al mese, avrà diritto, se verrà licenziato e rimarrà senza lavoro per più di due mesi consecutivi, ad un’indennità, nel 2009, di 300 euro una tantum. Si commenta da sé.
FISCO E IMPRESE
- Riduzione dell’acconto IRES e IRAP di novembre
Si applica un riduzione del 3% sull’acconto d’imposta con scadenza 30 novembre. Tale misura vale esclusivamente per i soggetti IRES, ossia essenzialmente per le società di capitali.
COMMENTO: la riduzione esclude inspiegabilmente le persone fisiche soggette all’IRPEF, ossia società di persone e imprenditori individuali che sono la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese italiane.
La misura appare di poca sostanza, in quanto il beneficio è soltanto temporale.
- Deducibilità del 10% dell’IRAP ai fini IRES e IRPEF
A partire dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2008, è concessa la parziale deducibilità (10%) dell’IRAP dalla base imponibile rilevante ai fini IRES e IRPEF. La deduzione è considerata “forfetaria” e si pone l’obiettivo di offrire respiro alle imprese. La misura è apprezzabile, anche se di modesto impatto.
- Versamento dell’IVA a debito solo al momento dell’incasso del corrispettivo pattuito
La misura, auspicata anche dall’Unione di Centro, introduce il principio del versamento dell’IVA secondo criteri di “cassa” anziché di competenza. Tale intervento rappresenta una forma di respiro per le imprese, costrette finora a versare allo Stato imposte senza aver ottenuto i corrispettivi di beni e servizi dai propri debitori.
COMMENTO: Hanno recepito una nostra proposta, ma il contorno della misura è poco definito, in quanto la disposizione viene applicata solo per gli anni 2009, 2010 e 2011 ed è sospesa in attesa dell’approvazione dell’UE.
Paradossale l’aumento dell’IVA dal 10% al 20% per le pay-tv.
La misura non fa che penalizzare soprattutto Sky, che possiede la maggior parte degli abbonamenti.
L’intervento, oltre a costituire un grave episodio di conflitto di interessi (Sky è concorrente diretta delle tv possedute dal Premier), non farà che penalizzare soprattutto le famiglie, sulle quali ricadrà il necessario futuro aumento degli abbonamenti necessari a sopperire all’aumento delle imposte.
- Revisione degli Studi di Settore
La revisione, definita congiunturale, si propone di modificare i parametri e gli indici di congruità su cui si basano i meccanismi di accertamento della base imponibile.
Ciò viene fatto al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica su imprese e lavoratori autonomi, con particolare riguardo a determinati settori e realtà territoriali. La norma, pur giusta, è molto vaga e rimanda ai meccanismi di rinvio ad atti del MEF. Sarà possibile esprimere un giudizio solo quando saranno noti i nuovi parametri.
- Garanzia statale dei crediti alle PMI attraverso i Confidi
Il Fondo di Garanzia per PMI e Confidi viene esteso alle imprese artigiane e rifinanziato. E’ potenziato dalla garanzia di ultima istanza dello Stato. Il tetto massimo di garanzia ammonta a 450 milioni di euro.
COMMENTO: la misura è giusta, ma non viene stabilito il criterio mediante il quale verrà applicata la misura. Il tutto è rimandato ad un successivo decreto del MEF.
- Recupero crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione
La procedura per snellire e velocizzare il recupero crediti nei confronti della PA verrà stabilità con un futuro decreto.
Il giudizio è sospeso, in attesa dei criteri in base ai quali, nei tempi e nell’ammontare, verrà stabilita la restituzione dei crediti.
- Intervento pubblico nel capitale delle banche.
Saranno utilizzati alternativamente due strumenti per la partecipazione statale al capitale delle banche in difficoltà: obbligazioni subordinate perpetue oppure obbligazioni convertibili. La misura vale all’incirca 12 miliardi di euro. Entrambe le misure produrranno l’effetto di incidere sull’indice di patrimonializzazione rispetto alle attività a rischio (CoreTier1). Le banche dovranno fare espressa richiesta affinchè lo Stato sottoscriva tali strumenti. Il decreto non si espone (ma rimanda ad un successivo provvedimento) sulla remunerazione di tali bond, la subordina agli utili eventualmente distribuibili. E’ rimandato ad un successivo decreto il principio secondo cui le banche in cui interviene lo Stato debbano considerare un reinvestimento delle risorse ottenute nella concessione di credito a famiglie e PMI.
COMMENTO: è necessario prevedere fin da ora i meccanismi che vincolano i prestiti statali alla concessione di credito a famiglie ed imprese. Previsto un codice etico, ma nessun riferimento all’obbligo che le banche finanziate procedano ad una decurtazione degli stipendi per manager e dirigenti.
CONCLUSIONI
Si può sostenere che il Piano messo a punto dal Governo appare troppo dispersivo, cioè per accontentare tutti (famiglie, imprese, lavoratori e banche), in considerazione delle scarse risorse impiegate, finisce per non soddisfare nessuno.
La scarsità delle risorse è dovuta anche alle scelte compiute fino ad oggi dall’Esecutivo. Se non avessero abolito l’ICI sulla prima casa, aiutando cosi in particolar modo i ceti medio-alti, se non avessero maldestramente tentato di salvare Alitalia, se non avessero “regalato” soldi a Roma e Catania oggi avrebbero potuto fare un pacchetto di interventi di altri 12 miliardi di euro. Con soli 6 miliardi, invece, sarebbe stato meglio finalizzare gli interventi a favore delle famiglie, nell’ottica del rilancio dei consumi che avrebbe poi portato benefici anche alle imprese.
Ricordiamo che la nostra proposta di 1.200 euro per ogni famiglia con un figlio più 600 euro per ogni altro figlio avrebbe avuto un costo di circa 6 miliardi di euro e tale misura avrebbe offerto un beneficio reale alle famiglie italiane.
Per le imprese mancano interventi importanti come, ad esempio:
· Misure di impulso agli investimenti delle PMI, come credito d’imposta o detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione;
· Un piano di incentivi agli investimenti in efficienza energetica per le imprese;
· Un piano di sostegno ai settori che maggiormente risentiranno della crisi.
Manca, inoltre, un piano per il rilancio delle opere nel mezzogiorno d’Italia. Sempre per il Sud, manca una vera e propria politica di incentivi allo sviluppo e di azioni volte a facilitare l’accesso al credito per le PMI.
Emblematico, in tal senso, è il continuo taglio operato al Fondo per le Aree Sottosviluppate.
Dalla fine degli anni Ottanta sentiamo parlare con insistenza dell’amianto (asbesto), dell’impatto nocivo che ha sull’ambiente, eppure per decenni, durante il boom industriale, si è utilizzata per i più svariati impieghi una fibra che era in buona parte costituita da amianto, denominata “eternit” dal nome della ditta che la produceva. Con questo materiale si costruivano: a) lastre ondulate per la copertura dei tetti delle case e dei capannoni industriali, b) tubi per la condotta di acqua potabile negli acquedotti pubblici e privati, c) pannelli isolanti per le carrozze ferroviarie, d) isolanti termici per uso privato, e) vasche per il contenimento dell’acqua potabile, ecc. In seguito si è scoperto che gli accessori appena citati, in stato di degrado tendono a sbriciolarsi e, se la fibra è asciutta, si libera nell’aria una polvere ricca di amianto che inalata può provocare con altissima probabilità l’asbestosi ( una patologia cronica del tessuto polmonare), il carcinoma polmonare e il mesotelioma, un particolare cancro letale che colpisce la membrana che riveste il polmone (pleura) e a volte l’intestino. Orbene, gli esperti informano che se questo materiale, altamente inquinante, è mantenuto bagnato si riduce di molto la diffusione della polvere nociva nell’ambiente e con essa i relativi rischi. Del resto in ottemperanza al disposto della legge 257/92, si sta già provvedendo a sostituire le tubature dell’acqua potabile e le stesse vasche di accumulo sono quasi del tutto scomparse, benché queste strutture essendo a contatto con l’acqua non presentassero, probabilmente, nell’immediato un pericolo per la salute. Infatti, studi mirati al riguardo affermano non esserci una connessione evidente tra l’aumento dei tumori intestinali e il consumo di acqua potabile trasportata dai tubi sopra citati, costituiti da fibra di cemento-amianto.
Ben diverso è il discorso sulle coperture degli immobili, infatti, sono ancora parecchi i palazzi ( molti dei quali appartengono all’Amministrazione pubblica), le case e i capannoni che hanno per tetto le lastre ondulate “eternit”, e per bonificare il tutto in tempi brevi occorrerebbero ingenti capitali che né il pubblico erario né, tantomeno, i privati sono in condizione di esborsare, data la congiuntura economica del momento. D’altronde si è sempre sentito dire che se dette coperture sono integre non rappresentano particolari rischi per la salute, ben altra cosa è la copertura costituita da lastre in precario stato di conservazione che liberano nell’ambiente, trasportate dal vento, le particelle dannose che se aspirate possono creare conseguenze letali. Su queste ultime è d’obbligo intervenire immediatamente affinché si possa eliminare ogni possibile rischio per la salute.
Alla luce di quanto premesso, l’UDC di questa città sottolinea l’urgenza di un monitoraggio sulle coperture esistenti in città e in provincia, alla ricerca di questi materiali particolarmente inquinanti, tutto ciò in ottemperanza e in concerto con una legge emanata di recente dalla Regione Piemonte in materia. È necessario, tuttavia intervenire con una rapidità assolutamente improrogabile sull’immobile in stato di abbandono e di degrado sito tra via Massaia e Spalto Borgoglio, fronte parcheggio Tiziano (individuato e fotografato da Enrico Asinaro), che ha copertura costituita da lastre ondulate del tipo cemento-amianto, in cui vi sono evidenti spaccature e sbriciolamenti della fibra. Si tratta dunque di un pericolo per la salute dei cittadini, in quanto dallo sfaldamento di quel materiale di copertura si liberano nell’aria le particelle d’amianto sopra citate, che trasportate dal vento possono diventare un grave pericolo per chiunque abbia la sventura di inalarle.
Grazie per l’ospitalità.
Ben diverso è il discorso sulle coperture degli immobili, infatti, sono ancora parecchi i palazzi ( molti dei quali appartengono all’Amministrazione pubblica), le case e i capannoni che hanno per tetto le lastre ondulate “eternit”, e per bonificare il tutto in tempi brevi occorrerebbero ingenti capitali che né il pubblico erario né, tantomeno, i privati sono in condizione di esborsare, data la congiuntura economica del momento. D’altronde si è sempre sentito dire che se dette coperture sono integre non rappresentano particolari rischi per la salute, ben altra cosa è la copertura costituita da lastre in precario stato di conservazione che liberano nell’ambiente, trasportate dal vento, le particelle dannose che se aspirate possono creare conseguenze letali. Su queste ultime è d’obbligo intervenire immediatamente affinché si possa eliminare ogni possibile rischio per la salute.
Alla luce di quanto premesso, l’UDC di questa città sottolinea l’urgenza di un monitoraggio sulle coperture esistenti in città e in provincia, alla ricerca di questi materiali particolarmente inquinanti, tutto ciò in ottemperanza e in concerto con una legge emanata di recente dalla Regione Piemonte in materia. È necessario, tuttavia intervenire con una rapidità assolutamente improrogabile sull’immobile in stato di abbandono e di degrado sito tra via Massaia e Spalto Borgoglio, fronte parcheggio Tiziano (individuato e fotografato da Enrico Asinaro), che ha copertura costituita da lastre ondulate del tipo cemento-amianto, in cui vi sono evidenti spaccature e sbriciolamenti della fibra. Si tratta dunque di un pericolo per la salute dei cittadini, in quanto dallo sfaldamento di quel materiale di copertura si liberano nell’aria le particelle d’amianto sopra citate, che trasportate dal vento possono diventare un grave pericolo per chiunque abbia la sventura di inalarle.
Grazie per l’ospitalità.
Viabilità – Sicurezza
Potere all’inerzia (chi non vuole vedere o vede )
Connessione diretta – da parte di chi ?
TEMI senza seguire una mera successione temporale che può risultare dispersiva.
- VIABILITA’ – SICUREZZA si sovrappongono.
Questo non potrà mai risultare utile come riferimento alle persone, al luogo o all’ente designato ma a scoprire attraverso frequenza delle citazioni quello che colpisce l’attenzione del cittadino : LA REALTA’ VIRTUALE DI TUTTI I GIORNI.
Nel nostro mondo bisogna purtroppo essere realistici ( vedi . . . .)
Quindi sicurezza è anche viabilità e viceversa. Qui si cerca di basarci su principi particolari a tutela dei cittadini. Gli enti locali saranno proprio loro a dover progettare di anno in anno i comportamenti atti, comportamenti atti a scoraggiare o reprimere e il cosiddetto abusivismo (precisando che questi “individui” non possono o non potrebbero andare contro gli enti sovra indicati, es. polizia municipalizzata etc. : quindi divieto di fermata, divieto di sosta in doppia fila o addirittura divieto di fermata “contro” senso) e una forma di criminalità riproponendo un problema di sicurezza adeguata tramite telecamere in visione di mancanza di autorità competenti.
Potere all’inerzia (chi non vuole vedere o vede )
Connessione diretta – da parte di chi ?
TEMI senza seguire una mera successione temporale che può risultare dispersiva.
- VIABILITA’ – SICUREZZA si sovrappongono.
Questo non potrà mai risultare utile come riferimento alle persone, al luogo o all’ente designato ma a scoprire attraverso frequenza delle citazioni quello che colpisce l’attenzione del cittadino : LA REALTA’ VIRTUALE DI TUTTI I GIORNI.
Nel nostro mondo bisogna purtroppo essere realistici ( vedi . . . .)
Quindi sicurezza è anche viabilità e viceversa. Qui si cerca di basarci su principi particolari a tutela dei cittadini. Gli enti locali saranno proprio loro a dover progettare di anno in anno i comportamenti atti, comportamenti atti a scoraggiare o reprimere e il cosiddetto abusivismo (precisando che questi “individui” non possono o non potrebbero andare contro gli enti sovra indicati, es. polizia municipalizzata etc. : quindi divieto di fermata, divieto di sosta in doppia fila o addirittura divieto di fermata “contro” senso) e una forma di criminalità riproponendo un problema di sicurezza adeguata tramite telecamere in visione di mancanza di autorità competenti.
I tempi sono maturi per pensare ad un partito che vada oltre l'Udc, dando spazio al ''quel popolo cristiano che non si sente rappresentato da nessun partito, ma va a messa, fa volontariato e vuole partecipare
Di fronte all'attuale crisi della politica non si puo' pensare ad una formazione che raccolga i partiti attuali o parti dei partiti attuali, 'la salvezza viene da chi ora sta fuori, dal popolo cattolico che desidera impegnarsi, raccogliendo l'appello lanciato da Benedetto XVI a Cagliari.
Per questo oggi il presidente dell'Udc non indica ''interlocutori possibili'', ma intanto prende atto che i cristiani vogliono oggi impegnarsi, dopo anni passati a non dialogare con la politica.
Siamo cattolici, prima che Udc, dobbiamo essere piu' numerosi e piu' organizzati per contare di piu' e in questi tre giorni abbiamo riscoperto un linguaggio comune'''. E anche Buttiglione ha ribadito che e' ora di uscire dalla distinzione tra ''i cattolici di destra impegnati nella difesa della vita e quelli di sinistra nella difesa dei poveri''.
Non la ''vecchia politica'' seguita da chi , anche in questi giorni, sta abbandonando l'Udc, ''per equilibri di potere, territoriali, per logica di appartenenza.
Di fronte all'attuale crisi della politica non si puo' pensare ad una formazione che raccolga i partiti attuali o parti dei partiti attuali, 'la salvezza viene da chi ora sta fuori, dal popolo cattolico che desidera impegnarsi, raccogliendo l'appello lanciato da Benedetto XVI a Cagliari.
Per questo oggi il presidente dell'Udc non indica ''interlocutori possibili'', ma intanto prende atto che i cristiani vogliono oggi impegnarsi, dopo anni passati a non dialogare con la politica.
Siamo cattolici, prima che Udc, dobbiamo essere piu' numerosi e piu' organizzati per contare di piu' e in questi tre giorni abbiamo riscoperto un linguaggio comune'''. E anche Buttiglione ha ribadito che e' ora di uscire dalla distinzione tra ''i cattolici di destra impegnati nella difesa della vita e quelli di sinistra nella difesa dei poveri''.
Non la ''vecchia politica'' seguita da chi , anche in questi giorni, sta abbandonando l'Udc, ''per equilibri di potere, territoriali, per logica di appartenenza.
giovedì 20 novembre 2008
Quanta polvere fa il mondo mentre va, copre tutto, e non ci fa vedere più, le stagioni, i dubbi, i figli e le speranze, e rincorriamo i sogni, qua e là. Che rumore che fa il mondo mentre va, tra motori, guerre e soldi e gelosie, confondiamo il giorno dopo, con l’eternità, e l’allegria con la felicità.
E intanto tra noi, scommettiamo la vita, traversando da soli il mare, per scoprire cos’è che vale. Facci uscire dal temporale, prima che ci trascini via. Dacci strade per ritornare, dove non siamo stati mai
E non serve che sia natale, per scoprire di avere un cuore, per capire, per sperare un po’. Che fatica che fa il mondo, mentre va, tutti in corsa per un posto in prima fila.
O sei il primo, o sei nessuno tutto e niente. E il senso della vita se ne và. E intanto tra noi, ci aggiustiamo la vita, con amori e con medicine, mentre il tempo ci scappa via.
Facci piangere per qualcuno, che ci lascia e non tornerà. Dacci braccia per un amico, che ci prova e non c’e la fa. Se ogni tanto, ci fermassimo a pensare. Se ci fosse tempo per ricominciare
Se vivessimo e lasciassimo campare. Sarebbe tutti i giorni, un po’ natale.
E intanto tra noi, scommettiamo la vita, traversando da soli il mare, per scoprire cos’è che vale. Facci uscire dal temporale, prima che ci trascini via. Dacci strade per ritornare, dove non siamo stati mai
E non serve che sia natale, per scoprire di avere un cuore, per capire, per sperare un po’. Che fatica che fa il mondo, mentre va, tutti in corsa per un posto in prima fila.
O sei il primo, o sei nessuno tutto e niente. E il senso della vita se ne và. E intanto tra noi, ci aggiustiamo la vita, con amori e con medicine, mentre il tempo ci scappa via.
Facci piangere per qualcuno, che ci lascia e non tornerà. Dacci braccia per un amico, che ci prova e non c’e la fa. Se ogni tanto, ci fermassimo a pensare. Se ci fosse tempo per ricominciare
Se vivessimo e lasciassimo campare. Sarebbe tutti i giorni, un po’ natale.
martedì 18 novembre 2008
AD ALESSANDRIA, LA RIVOLUZIONE NEL PARCHEGGIO!
CON Neos Park, guadagni tempo, risparmi denaro e non rischi più le multe! Alessandria è la prima città in Italia ad adottare il sistema più comodo ed equo per il pagamento della sosta su strada. “E’ il telepass dei parcheggi” dicono all’ATM.
Come abbiamo anticipato da tempo l’ATM ha introdotto il sistema più innovativo per il pagamento della sosta: Neos Park. Il sistema Neos Park si basa su una card ricaricabile grazie alla tecnologia contectless, la stessa tecnologia avanzata adottata dalle nuove generazioni di carte di credito.
L’uso della card è semplicissimo e pratico perché è stato ideato per semplificare la vita di chi deve pagare la sosta: Infatti, permette di guadagnare tempo. Infatti Neos Park è un auto-parchimetro da interno veicolo, che rimane nell’auto pronto all’uso. Non si deve scendere dal veicolo né perdere tempo alla ricerca delle colonnine o delle monete. Basta premere un tasto per iniziare a pagare la sosta. Fa anche risparmiare denaro: Neos Park è equo e conveniente perché si paga solo l’effettivo tempo di sosta: quando si torna all’auto si spegne la card e si paga solo il dovuto. Se si sosta per 7 minuti si pagano solo 7 minuti.
Il presidente dell’ATM , Gian Paolo Lumi spiega: “ATM ha deciso di essere il primo gestore del pagamento della sosta ad adottare Neos Park in Italia perché lo riteniamo uno strumento decisamente utile che va incontro a quei cittadini, e sono davvero parecchi, che da tempo ci segnalano che non trovano equo il dover pagare di più per un tempo più lungo del reale tempo di sosta o coloro i quali protestano, e li comprendiamo, perché il tempo di sosta immaginato è pagato con le colonnine si è poi protratto ed hanno ricevuto la contravvenzione. L’avere adottato il sistema più vicino alle esigenze della gente è per l’ATM certamente un vanto”.
Il Vice Presidente Alessandro Traverso, responsabile di ATM per la comunicazione e l’innovazione, commenta: “Quando abbiamo ricevuto la proposta di adottare Neos Park abbiamo subito chiesto di essere la prima città in Italia a farlo. In effetti il sistema, già attivo in altri paesi, è veramente innovativo, stravolge tutti i concetti esistenti del pagamento della sosta. Tra i tanti vantaggi si pensi che può essere usato in tutte le città che lo adotteranno. Ad esempio, i comuni dell’Alessandrino che lo vorranno, potranno condividere con noi il sistema, facendolo diventare “multi città”: se abito a Tortona o Valenza e mi sposto abitualmente ad Alessandria, o tra queste città, non avrò più bisogno di avere strumenti diversi per parcheggiare.
E’ un po’ come “il telepass”, anzi, io lo definisco il “telepass dei parcheggi”.
L’Assessore alla Mobilità, Serafino Lai, si sofferma invece sui vantaggi per i cittadini: “Abbiamo dato il nostro plauso da subito alla proposta dell’ATM di dotarsi di questo innovativo sistema, in aggiunta agli esistenti, perché è la soluzione più efficiente per chi gestisce la sosta e un modo concreto per andare verso le istanze dei nostri concittadini. Usando le Neos Park card infatti non si rischieranno più le multe e. tra l’altro, la singola card costa meno di una multa e può essere usata su più città”. La card sarà venduta presso:
1. Piazza della Libertà, presso cassa ATM
2. Sede ATM, Lungo Tanaro Magenta, 7/A presso le casse
3. Parcheggio di Via Parma 19, presso casse Parcheggio multipiano.
Per i primi mesi la ricarica avverrà nei seguenti punti ricarica:
1. Sede ATM, Lungo Tanaro Magenta, 7/A presso le casse
2. Parcheggio multipiano di Via Parma 19 presso le casse
Prossimamente verranno attivati altri punti di vendita e ricarica presso tabaccai, stazioni di servizio, edicole, eccetera. Gli esercizi che fossero interessati a diventare punto di vendita e ricarica possono contattare il numero 011/19750099 o l’indirizzo di posta elettronica: pos@neos-park.it.
CON Neos Park, guadagni tempo, risparmi denaro e non rischi più le multe! Alessandria è la prima città in Italia ad adottare il sistema più comodo ed equo per il pagamento della sosta su strada. “E’ il telepass dei parcheggi” dicono all’ATM.
Come abbiamo anticipato da tempo l’ATM ha introdotto il sistema più innovativo per il pagamento della sosta: Neos Park. Il sistema Neos Park si basa su una card ricaricabile grazie alla tecnologia contectless, la stessa tecnologia avanzata adottata dalle nuove generazioni di carte di credito.
L’uso della card è semplicissimo e pratico perché è stato ideato per semplificare la vita di chi deve pagare la sosta: Infatti, permette di guadagnare tempo. Infatti Neos Park è un auto-parchimetro da interno veicolo, che rimane nell’auto pronto all’uso. Non si deve scendere dal veicolo né perdere tempo alla ricerca delle colonnine o delle monete. Basta premere un tasto per iniziare a pagare la sosta. Fa anche risparmiare denaro: Neos Park è equo e conveniente perché si paga solo l’effettivo tempo di sosta: quando si torna all’auto si spegne la card e si paga solo il dovuto. Se si sosta per 7 minuti si pagano solo 7 minuti.
Il presidente dell’ATM , Gian Paolo Lumi spiega: “ATM ha deciso di essere il primo gestore del pagamento della sosta ad adottare Neos Park in Italia perché lo riteniamo uno strumento decisamente utile che va incontro a quei cittadini, e sono davvero parecchi, che da tempo ci segnalano che non trovano equo il dover pagare di più per un tempo più lungo del reale tempo di sosta o coloro i quali protestano, e li comprendiamo, perché il tempo di sosta immaginato è pagato con le colonnine si è poi protratto ed hanno ricevuto la contravvenzione. L’avere adottato il sistema più vicino alle esigenze della gente è per l’ATM certamente un vanto”.
Il Vice Presidente Alessandro Traverso, responsabile di ATM per la comunicazione e l’innovazione, commenta: “Quando abbiamo ricevuto la proposta di adottare Neos Park abbiamo subito chiesto di essere la prima città in Italia a farlo. In effetti il sistema, già attivo in altri paesi, è veramente innovativo, stravolge tutti i concetti esistenti del pagamento della sosta. Tra i tanti vantaggi si pensi che può essere usato in tutte le città che lo adotteranno. Ad esempio, i comuni dell’Alessandrino che lo vorranno, potranno condividere con noi il sistema, facendolo diventare “multi città”: se abito a Tortona o Valenza e mi sposto abitualmente ad Alessandria, o tra queste città, non avrò più bisogno di avere strumenti diversi per parcheggiare.
E’ un po’ come “il telepass”, anzi, io lo definisco il “telepass dei parcheggi”.
L’Assessore alla Mobilità, Serafino Lai, si sofferma invece sui vantaggi per i cittadini: “Abbiamo dato il nostro plauso da subito alla proposta dell’ATM di dotarsi di questo innovativo sistema, in aggiunta agli esistenti, perché è la soluzione più efficiente per chi gestisce la sosta e un modo concreto per andare verso le istanze dei nostri concittadini. Usando le Neos Park card infatti non si rischieranno più le multe e. tra l’altro, la singola card costa meno di una multa e può essere usata su più città”. La card sarà venduta presso:
1. Piazza della Libertà, presso cassa ATM
2. Sede ATM, Lungo Tanaro Magenta, 7/A presso le casse
3. Parcheggio di Via Parma 19, presso casse Parcheggio multipiano.
Per i primi mesi la ricarica avverrà nei seguenti punti ricarica:
1. Sede ATM, Lungo Tanaro Magenta, 7/A presso le casse
2. Parcheggio multipiano di Via Parma 19 presso le casse
Prossimamente verranno attivati altri punti di vendita e ricarica presso tabaccai, stazioni di servizio, edicole, eccetera. Gli esercizi che fossero interessati a diventare punto di vendita e ricarica possono contattare il numero 011/19750099 o l’indirizzo di posta elettronica: pos@neos-park.it.
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