martedì 27 gennaio 2009
giovedì 22 gennaio 2009
L'arte piemontese del '900 in mostra
Dal 5 dicembre 2008 al 29 marzo 2009, Alessandria e la sua provincia celebreranno la grande e irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento. L’esposizione, dal titolo ‘900. Cento anni di creatività in Piemonte, è promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in collaborazione con il Comune di Alessandria, il Comune di Novi Ligure, il Comune di Acqui Terme, il Comune di Valenza, col contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, della Banca Popolare di Milano, ed è curata da Marisa Vescovo, in collaborazione con Giuliana Godio e Isa Caffarelli.
L’iniziativa abbraccia cinque sedi - Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Movicentro ad Acqui Terme e l’oratorio di San Bartolomeo a Valenza - e presenta 250 opere di oltre 150 artisti che hanno tracciato un solco indelebile nella storia dell’arte del XX secolo, sia nella pittura, che nella scultura, che nella grafica.
Ad Alessandria, la sezione allestita a Palazzo del Monferrato esplorerà la pittura piemontese del primo ‘900, da Morbelli a Pellizza da Volpedo, Carrà, Chessa, Casorati, mentre a Palazzo Cuttica sarà protagonista l’arte prodotta in provincia di Alessandria, in un percorso tra le pubbliche collezioni d’arte, da Bozzetti e Morando a Dina Bellotti, Fallini, Porta, Marchelli e Maddalena Sisto. Al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, si troveranno le opere del secondo ‘900, da Spazzapan a Merz, Mastroianni, De Maria, Salvo.
Gli altri due segmenti testimonieranno, al Movicentro di Acqui Terme, l’importanza del Piemonte nel campo della scultura e dell’installazione contemporanea (da Mainolfi a Grassino, Viale, Bolla, Todaro), e all’oratorio di San Bartolomeo di Valenza, in quello delle tempere, degli acquerelli e dei disegni (da Bistolfi a Pistoletto, Boetti, Cremona, Paulucci).
Dal 5 dicembre 2008 al 29 marzo 2009, Alessandria e la sua provincia celebreranno la grande e irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento. L’esposizione, dal titolo ‘900. Cento anni di creatività in Piemonte, è promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in collaborazione con il Comune di Alessandria, il Comune di Novi Ligure, il Comune di Acqui Terme, il Comune di Valenza, col contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, della Banca Popolare di Milano, ed è curata da Marisa Vescovo, in collaborazione con Giuliana Godio e Isa Caffarelli.
L’iniziativa abbraccia cinque sedi - Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Movicentro ad Acqui Terme e l’oratorio di San Bartolomeo a Valenza - e presenta 250 opere di oltre 150 artisti che hanno tracciato un solco indelebile nella storia dell’arte del XX secolo, sia nella pittura, che nella scultura, che nella grafica.
Ad Alessandria, la sezione allestita a Palazzo del Monferrato esplorerà la pittura piemontese del primo ‘900, da Morbelli a Pellizza da Volpedo, Carrà, Chessa, Casorati, mentre a Palazzo Cuttica sarà protagonista l’arte prodotta in provincia di Alessandria, in un percorso tra le pubbliche collezioni d’arte, da Bozzetti e Morando a Dina Bellotti, Fallini, Porta, Marchelli e Maddalena Sisto. Al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, si troveranno le opere del secondo ‘900, da Spazzapan a Merz, Mastroianni, De Maria, Salvo.
Gli altri due segmenti testimonieranno, al Movicentro di Acqui Terme, l’importanza del Piemonte nel campo della scultura e dell’installazione contemporanea (da Mainolfi a Grassino, Viale, Bolla, Todaro), e all’oratorio di San Bartolomeo di Valenza, in quello delle tempere, degli acquerelli e dei disegni (da Bistolfi a Pistoletto, Boetti, Cremona, Paulucci).
sabato 6 dicembre 2008
Vorrei essere un bambino, che scavalca un vecchio muro e si ritrova in faccia il mare.
Vorrei essere un gradino, dove inciampa un impostore e si riposa un muratore.
Vorrei essere pioggia, per bagnare il deserto.
Vorrei essere il buio, rispuntare all’aperto.
Vorrei esser un amante, che scatena un temporale, per sentirsi dire amore.
Vorrei esser l’elefante, che ha pazienza, che ha memoria e schiaccia chi gli fa del male.
Fermerei il mio cuore, per sapere finalmente, chi ama solo a parole e per chi sono importante.
Io vorrei fantasia, libertà, mondi soli che si uniscono.
Io vorrei questa felicità, che non sia solamente mia.
Io vorrei mille amici per casa e una donna quando vanno via.
Ma ora basta parlare d’amore, rimbocchiamoci le maniche.
Per esempio vorrei, rimanere me stesso.
E a piccoli passi, far di meglio vorrei.
Vorrei essere una bomba, che non scoppia sulla gente, ma fa solo un buco in cielo, per tirare giù quel dio, dal suo celeste continente e ricordargli che ci siamo.
Vorrei essere un uomo, che ha soltanto una faccia.
Vorrei essere il sole, se la luna mi abbraccia.
Io vorrei una vita più vita, pane e vino senza lacrime.
I miei vecchi abbronzati e felici e vederli sempre giovani.
E una banda chiassosa per strada, che ci dica che è domenica.
E vorrei, io vorrei, si vorrei, non difenderci ma vivere.
E alla fine del viaggio, quando il tempo è scaduto.
Vorrei andare a dormire, dove io sono nato.
Vorrei essere un gradino, dove inciampa un impostore e si riposa un muratore.
Vorrei essere pioggia, per bagnare il deserto.
Vorrei essere il buio, rispuntare all’aperto.
Vorrei esser un amante, che scatena un temporale, per sentirsi dire amore.
Vorrei esser l’elefante, che ha pazienza, che ha memoria e schiaccia chi gli fa del male.
Fermerei il mio cuore, per sapere finalmente, chi ama solo a parole e per chi sono importante.
Io vorrei fantasia, libertà, mondi soli che si uniscono.
Io vorrei questa felicità, che non sia solamente mia.
Io vorrei mille amici per casa e una donna quando vanno via.
Ma ora basta parlare d’amore, rimbocchiamoci le maniche.
Per esempio vorrei, rimanere me stesso.
E a piccoli passi, far di meglio vorrei.
Vorrei essere una bomba, che non scoppia sulla gente, ma fa solo un buco in cielo, per tirare giù quel dio, dal suo celeste continente e ricordargli che ci siamo.
Vorrei essere un uomo, che ha soltanto una faccia.
Vorrei essere il sole, se la luna mi abbraccia.
Io vorrei una vita più vita, pane e vino senza lacrime.
I miei vecchi abbronzati e felici e vederli sempre giovani.
E una banda chiassosa per strada, che ci dica che è domenica.
E vorrei, io vorrei, si vorrei, non difenderci ma vivere.
E alla fine del viaggio, quando il tempo è scaduto.
Vorrei andare a dormire, dove io sono nato.
Per quelli che si svegliano, più presto del mattino, a pesca nell’atlantico, o per aprire un bar. Sia tenera la notte, a seminarvi il cuore, a sciogliere nel latte, un dito di allegria. Per chi coltiva gli alberi, e per chi guida i treni, per quelli che si cercano, senza trovarsi mai, per chi sta sempre in casa, ad allevare il mondo, qualcuno attacchi un filo di felicità.
Per chi merita di più, quest’anno sia gentile, per chi suona, e per chi fa le stanze negli hotel, per chi ha fretta e se ne va, per chi oggi nascerà e per me. Per quelli che trasmettono, per chi non sa parlare, per chi farà chilometri, e per chi aspetterà. Sia tenero il tramonto, a riposarvi il cuore, e che la radio dica che non pioverà.
Per chi merita di più, per chi ha vent’anni e un giorno, per chi pensa ai primi amori di vent’anni fa, possa il tempo a darci tempo di volare piano. Per chi siede su un domani che non si sa mai, per chi è grande e non lo sa, per chi oggi nascerà, e per te.
Per te che sai combattere, per te che hai capito, per te che ti desidero, per te dovunque sei.
Per chi merita di più, quest’anno sia gentile, per chi suona, e per chi fa le stanze negli hotel, per chi ha fretta e se ne va, per chi oggi nascerà e per me. Per quelli che trasmettono, per chi non sa parlare, per chi farà chilometri, e per chi aspetterà. Sia tenero il tramonto, a riposarvi il cuore, e che la radio dica che non pioverà.
Per chi merita di più, per chi ha vent’anni e un giorno, per chi pensa ai primi amori di vent’anni fa, possa il tempo a darci tempo di volare piano. Per chi siede su un domani che non si sa mai, per chi è grande e non lo sa, per chi oggi nascerà, e per te.
Per te che sai combattere, per te che hai capito, per te che ti desidero, per te dovunque sei.
Vita, nella vita c’è un destino sempre, e nessuno nasce mai per niente.
Vivere è il mestiere dei perché, ma è il più bello che c’è.
Vita, questa vita è un girotondo sempre, giorno dopo giorno ci sorprende, cambia itinerario ai sogni e poi, noi cambiamo con lei.
E inseguiamo le stelle, senza prenderle mai, ma fa parte di noi.
La Luna conosce a memoria la vita che va, e riesce a vedere domani che cosa sarà, per sapere di noi, domandiamolo a lei.
Vita, questa vita dura e a volte amara, chi è diverso spesso fa paura a chi guarda solo la realtà, e sognare non sa.
Ma chi và con il cuore, può fidarsi di se e restare com’è.
La Luna dal tetto del mondo per mille stagioni, ha visto nel bene e nel male, cambiare i confini.
E i nemici di ieri che diventano eroi.
La Luna conosce a memoria la vita che va, e riesce a vedere domani che cosa sarà, per saper di noi, domandiamolo a lei, domandiamolo a lei.
Vivere è il mestiere dei perché, ma è il più bello che c’è.
Vita, questa vita è un girotondo sempre, giorno dopo giorno ci sorprende, cambia itinerario ai sogni e poi, noi cambiamo con lei.
E inseguiamo le stelle, senza prenderle mai, ma fa parte di noi.
La Luna conosce a memoria la vita che va, e riesce a vedere domani che cosa sarà, per sapere di noi, domandiamolo a lei.
Vita, questa vita dura e a volte amara, chi è diverso spesso fa paura a chi guarda solo la realtà, e sognare non sa.
Ma chi và con il cuore, può fidarsi di se e restare com’è.
La Luna dal tetto del mondo per mille stagioni, ha visto nel bene e nel male, cambiare i confini.
E i nemici di ieri che diventano eroi.
La Luna conosce a memoria la vita che va, e riesce a vedere domani che cosa sarà, per saper di noi, domandiamolo a lei, domandiamolo a lei.
Vivrò con la faccia che tu amavi coi miei giochi sempre nuovi, col difetto di sognare. Lo so che ho imparato a dirti amore quando ormai c’era da andare, dove vado è da scoprire ma vivrò per questa vita così nostra e andata in fumo perché tu che hai tempo non lo butti via.
Rivivrò per non morire perché è stupido e indecente ricomincerò da niente e lo farò ma giuro che vivrò e lo devo a te e basta alla tua armonia che ho disfatto da egoista e vivrò di più, col mio problema che, non vivrò con te. Vivrò, più del matto che ricordi, mi hanno fatto fare tardi, ma vivrò per ricordarti.
Vivrò, con la fronte verso il mare e le spalle alla montagna, come chi sta per partire. La lavagna del mio cuore ha il tuo ultimo messaggio. Sogni d’oro amore mio e fai buon viaggio.
Io vivrò perché son nato e c’è sempre un’altra forza per sfondare un’altra porta dove ci sei tu. Non m’inventerò niente più di quel che è vero non mi spaccherò più il cuore contro il muro e farò di più, per la stima che ho di me.
Io vivrò con te! E dirò di più: dovunque io vivrò, io ti avrò con me.
Rivivrò per non morire perché è stupido e indecente ricomincerò da niente e lo farò ma giuro che vivrò e lo devo a te e basta alla tua armonia che ho disfatto da egoista e vivrò di più, col mio problema che, non vivrò con te. Vivrò, più del matto che ricordi, mi hanno fatto fare tardi, ma vivrò per ricordarti.
Vivrò, con la fronte verso il mare e le spalle alla montagna, come chi sta per partire. La lavagna del mio cuore ha il tuo ultimo messaggio. Sogni d’oro amore mio e fai buon viaggio.
Io vivrò perché son nato e c’è sempre un’altra forza per sfondare un’altra porta dove ci sei tu. Non m’inventerò niente più di quel che è vero non mi spaccherò più il cuore contro il muro e farò di più, per la stima che ho di me.
Io vivrò con te! E dirò di più: dovunque io vivrò, io ti avrò con me.
mercoledì 3 dicembre 2008
BASILE - IL DOVERE del lavoro il DIRITTO alla retribuzione
E storia di questi giorni l’improvvisa protesta dei dipendenti della cooperativa “IL QUADRIFOGLIO” che ha in gestione, per conto del CISSACA, la casa di riposo comunale BASILE.
Il perché di questa protesta è molto semplice. Il CISSACA ormai da molto tempo non paga più le prestazioni alla cooperativa e di conseguenza la stessa ha comunicato hai suoi dipendenti che non ha più fondi per pagare gli stipendi.Giustamente preoccupati da tale affermazione i dipendenti si sono mossi in massa verso il Comune per chiedere spiegazioni e soprattutto per tutelare il proprio stipendio e il proprio posto di lavoro.
La prima osservazione che passa per la mente è che un Ente gestito dal Comune non può e non deve mettere a rischio il lavoro di circa una sessantina di persone. Questo comportamento non ha scusanti di nessun tipo perché, per una pubblica amministrazione, essere insolvente autorizzerebbe a non pagare le tasse ai cittadini in quanto se le tasse come le bollette sono priorità per una famiglia, pagare le aziende che offrono un servizio per la pubblica amministrazione creando posti di lavoro lo dovrebbe essere per il Comune. Il perché questo non accade è rilevante ai fini politici ma trascurabile per i lavoratori che devono comunque ricevere quello che gli spetta al di là del “di chi è la colpa?”. Altro aspetto . Alcuni imprecisati sindacalisti, rivolgendosi agli stessi lavoratori hanno sentenziato: “ Se andate a protestare al Comune fate il gioco della cooperativa….!!???”. Il sindacato DEVE tutelare i diritti dei lavoratori che non fanno gli interessi di nessuno ma solo i propri andando a chiedere ciò che gli spetta per le prestazioni fornite.Il sindacato DEVE stare a fianco dei lavoratori e assicurargli il dovuto ed il posto di lavoro e non immischiarsi di chi deve a chi .La politica la lascino ai politici, tornino a difendere i lavoratori e basta, senza nascondere niente a chi paga una tessera per essere tutelato .Oggi di questo hanno bisogno i lavoratori e quindi sindacato , amministrazione comunale e quant’ altri facciano parte di questa partita ottemperino a quello per cui sono preposti tutela e benessere dei lavoratori e dei cittadini ognuno nel proprio ruolo ma con un'unica finalità che questo Natale sia buono anche per sessanta famiglie di gente onesta che lavora e paga le tasse.
Marco Travaino
Segreteria Cittadina UDC
E storia di questi giorni l’improvvisa protesta dei dipendenti della cooperativa “IL QUADRIFOGLIO” che ha in gestione, per conto del CISSACA, la casa di riposo comunale BASILE.
Il perché di questa protesta è molto semplice. Il CISSACA ormai da molto tempo non paga più le prestazioni alla cooperativa e di conseguenza la stessa ha comunicato hai suoi dipendenti che non ha più fondi per pagare gli stipendi.Giustamente preoccupati da tale affermazione i dipendenti si sono mossi in massa verso il Comune per chiedere spiegazioni e soprattutto per tutelare il proprio stipendio e il proprio posto di lavoro.
La prima osservazione che passa per la mente è che un Ente gestito dal Comune non può e non deve mettere a rischio il lavoro di circa una sessantina di persone. Questo comportamento non ha scusanti di nessun tipo perché, per una pubblica amministrazione, essere insolvente autorizzerebbe a non pagare le tasse ai cittadini in quanto se le tasse come le bollette sono priorità per una famiglia, pagare le aziende che offrono un servizio per la pubblica amministrazione creando posti di lavoro lo dovrebbe essere per il Comune. Il perché questo non accade è rilevante ai fini politici ma trascurabile per i lavoratori che devono comunque ricevere quello che gli spetta al di là del “di chi è la colpa?”. Altro aspetto . Alcuni imprecisati sindacalisti, rivolgendosi agli stessi lavoratori hanno sentenziato: “ Se andate a protestare al Comune fate il gioco della cooperativa….!!???”. Il sindacato DEVE tutelare i diritti dei lavoratori che non fanno gli interessi di nessuno ma solo i propri andando a chiedere ciò che gli spetta per le prestazioni fornite.Il sindacato DEVE stare a fianco dei lavoratori e assicurargli il dovuto ed il posto di lavoro e non immischiarsi di chi deve a chi .La politica la lascino ai politici, tornino a difendere i lavoratori e basta, senza nascondere niente a chi paga una tessera per essere tutelato .Oggi di questo hanno bisogno i lavoratori e quindi sindacato , amministrazione comunale e quant’ altri facciano parte di questa partita ottemperino a quello per cui sono preposti tutela e benessere dei lavoratori e dei cittadini ognuno nel proprio ruolo ma con un'unica finalità che questo Natale sia buono anche per sessanta famiglie di gente onesta che lavora e paga le tasse.
Marco Travaino
Segreteria Cittadina UDC
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